Tornado
Trombe marine (e non solo) sulle coste toscane
Ultimo aggiornamento Martedì 05 Marzo 2013 11:26
Non sono rare le trombe marine, oppure anche i funnel sulla costa della Toscana che va dal confine con la Liguria fino a Piombino e l'isola d'Elba. Il fenomeno si è presentato in vari periodi dell'anno, e non in uno preciso.

Trombe marine sono state infatti avvistate all'Elba in pieno inverno, oppure a Livorno in piena estate, ma la zona in cui si concentrano più i fenomeni è sicuramente la Versilia. Sarà anche la particolare orografia del territorio, con il mare che si trova a pochissimi chilometri in linea d'aria dalle vette delle Apuane che arrivano a quasi 2000 metri d'altezza, ma è proprio in questa zona che la natura da "il meglio di se". Nel corso degli anni varie volte sono state avvistate trombe marine spettacolari nella costa davanti alla Versilia.
Nell'immagine a lato sono presenti due trombe marine davanti a Viareggio e Lido di Camaiore, immortalate nel lontano 1984. Lo spettacolare fenomeno fortunatamente non ha procurato danni, cosa che però purtroppo è accaduta 7 anni prima.
Era il 28 agosto del 1977 infatti quando un fenomeno simile non si è fermato solo in mare, ma si è spinto sulla terra ferma, diventando un vero e proprio tornado. Nel tratto di costa tra Massa e Montignoso erano appena passate le 21 quando in mare si forma una tromba marina. Ma questa non si ferma lì, si spinge sulla costa, causando danni incredibili al litorale tra la frazione del Cinquale, nel comune di Montignoso, e nel litorale di Marina di Massa. Un vero e proprio tornado quello che causò la distruzione di spiagge, stabilimenti balneari, case, edifici pubblici e non solo. Numerosi i campi coltivati completamente devastati, barche furono spazzate via, aerei da turismo all'aeroporto di Massa-Cinquale completamente spazzati via, ma nella sfortuna della distruzione, non si ebbe nessuna vittima e nessun ferito grave. I danni furono devastanti, 12000 persone rimaste senza gas, elettricità ed acqua, e danni veramente ingenti, ettari di pineta completamente distrutti, a testimonianza di ciò su internet si trovano pure alcune testimonianze.
"Scrivo per rendervi partecipi di un evento di cui sono stato testimone, avvenuto nella zona tra Ronchi e Cinquale in Versilia la sera del 28 agosto 1977 (n.d.r. La data nella versione originale era errata e indicava il 30 agosto 1978), verso le 21.15. Ricordo che la prima cosa che notai furono gli enormi cumulonembi provenienti dal mare, carichi di elettricità statica che si manifestava con continui lampetti tra nube e nube anche ad alta quota. Non appena la tempesta ci ebbe raggiunto, proveniente da NW, iniziarono le violentissime precipitazioni. Ricordo che in meno di cinque minuti cadde tanta acqua e grandine da trasformare il nostro giardino sabbioso in un laghetto! Contemporaneamente sentimmo un rumore violentissimo sormontare il già fortissimo rumore della grandine che urtava le persiane di casa, mentre noi ci eravamo barricati in cucina. Dopo qualche attimo, il silenzio. Una volta all'aperto, la prima cosa che mi colpì furono le luci dei paesini di montagna sovrastanti Massa: tutta la pineta che in precedenza ne impediva la visuale sembrava essersi dissolta! Il tornado aveva arrecato danni gravissimi all'intero litorale: stabilimenti balneari rasi al suolo, ricordo un pattino scagliato dal bagnasciuga a 150 metri oltre la strada del lungomare, decine di ettari di pineta abbattuti. L'energia elettrica fu ripristinata solo dopo tre giorni. A testimonianza della potenza del fenomeno ricordo un enorme pino marittimo non sradicato ma il cui tronco fu strappato a circa metà, per cui la chioma fu scagliata lontano mentre il tronco rimase al suo posto, spezzato a circa 8 metri d'altezza. A memoria del fenomeno è stata anche posta una lapide presso la chiesetta di San Domenichino, in località Poveromo.
Cordiali saluti Ing. Luca Neri"
Ma passiamo a un'analisi più dettagliata di questo particolare evento che sconvolse il litorale massese.
Tornado storici in Svizzera
Ultimo aggiornamento Martedì 18 Ottobre 2011 21:30
I tornado in Europa centrale
La presenza di tornado in Europa centrale non é un fenomeno poi così raro. Se facciamo affidamento ai risultati di uno studio condotto in Francia si può pensare che nell'Europa centrale la maggior frequenza di questo fenomeno meteorologico é in giugno ed agosto, tra le 16 e le 17 (vedi figura 1).
Figura 1: ripartizione oraria e mensile delle trombe d'aria. I numeri rappresentano la scala Fujita dei vari tornado. La linee tratteggiate rappresentano le effemeridi del sole dei giorni in cui si sono verificati i tornado. SR rappresenta l'ora dell'alba, SN rappresenta il momento di minima inclinazione solare (si realizza sempre attorno alle 12) ed SS rappresenta l'ora del tramonto.
Caratteristiche comuni tipiche per lo sviluppo di tornado in Europa centrale d'estate sono la presenza di un'alta pressione subtropicale e di una depressione che dal golfo di Guascogna si muove verso Est che davanti a se crea un flusso di correnti sudoccidentali (vedi figura 2)
Figura 2: nell'immagine superiore é osservabile il geopotenziale alla quota di 500hPa, in quella inferiore la pressione al suolo con la disposizione dei fronti.
Trombe d'aria in Svizzera
L'episodio del 19 agosto 1890
Il più potente tornado documentato in Svizzera risale al 19 agosto 1890. Dalla documentazione dei danni, anni più tardi rapporti scientifici hanno stabilito che molto probabilmente raggiunse il grado F5 sulla scala Fujita, in pratica il grado più alto. Un F5 per definizione è sinonimo di distruzione totale con venti che all’interno del vortice sono tra i 419 e i 512 km/h. La frequenza relativa dei tornado F5 é dello 0.1%, quindi in media soltanto una tromba d’aria su 1000 raggiunge una tale potenza.
Dalla configurazione di quel giorno (vedi figure 3 e 4) possiamo notare la grande analogia con le 2 carte mostrate in precedenza, anche se in apparenza sembrerebbe una configurazione meno favorevole, con il centro di bassa pressione spostato leggermente ad ovest rispetto alla configurazione tipica. Osserviamo a 500hPa una depressione nei pressi del golfo di Guascogna e una debole area depressionaria sulla Francia al livello del suolo. Una situazione che é rimasta bloccata per diversi giorni.

Figure 3 e 4: ricostruzione ad opera di www.wetterzentrale.de della configurazione tipica di quei giorni

Figura 5: in base alle informazioni raccolte ecco la ricostruzione del tragitto del tornado evidenziata dalla linea rossa
Non essendo presenti fotografie in rete, riportiamo il racconto di un giornalista francese (Pansard, 1995) con la nostra traduzione in italiano. Il giornalista narra l’episodio in Francia pur con qualche inesattezza ma rende l’idea del fenomeno.
“In questo finale di vacanze, dove di solito si verificano gli ultimi giorni di calore apprezzati da turisti e agricoltori, le tempeste sono spesso state viste come benefiche, ma purtroppo a volte hanno anche portato a risultati catastrofici su merci, animali e persone. In alcuni casi del tutto eccezionali, nelle nostre regioni queste tempeste sono state accompagnate da delle trombe d’aria.
Poche persone oggi ricordano cosa è successo Martedì, 19 Agosto 1890 ...
Alla partenza da Oyonnax: quel giorno, il cielo è nero come l'inchiostro, il calore opprimente senza un filo d'aria. Verso le 19, il vento si alza dal sud portando enormi gocce di pioggia, poi brutalmente arriva il tornado: un soffio di violenza inaudita che piega alberi, rompe rami, solleva mattonelle, lastre, alcuni camini, lampade con un rumore assordante. Tutti in città si precipitano a casa, terrorizzati.
Un minuto dopo è tutto finito; l'aria calma è tornato in un cielo sereno. Gli oyonnassiani si riversano nelle strade a misurare i danni: in città sono relativamente pochi, ma i boschi ad est e ad ovest boschi sulle pendici di Nierme e Geovresset e presentano un aspetto quanto meno insolito: intere linee di abeti decapitati, sradicati, privati dei loro rami lungo una direzione specifica. Solo il giorno successivo gli oyonnassiani conosceranno l'entità del disastro che è partito da loro…
Il tornado in questione: sembra essere partito dal Moulin Gruet a sud-ovest di Bellignat improvvisamente, e altrettanto improvvisamente, ha assunto una direzione verso nord-est spostandosi ad una velocità media di 1 km al minuto (60 km/h). La larghezza della zona devastata è molto variabile: da 2 a 3 km nella zona di Oyonnax, a 1 km nella regione di Viry, 800 metri a Saint-Claude, 2-3 km in Svizzera dove, dopo una furiosa corsa di 64 km il tornado si è finalmente dissolto nei pressi di Croy poco prima del lago di Neuchâtel...
Dei rapporti scientifici hanno tentato di spiegare questo fenomeno: i giorni del 16, 17 e 18 agosto erano stati particolarmente caldi nella nostra zona, dove in molti luoghi affiora una nuda roccia, che surriscaldata, ha causato una corrente d'aria ascensionale molto violenta, sostituita immediatamente da un flusso di aria fresca che soffiava verso nord-est. Questa aspirazione dell'aria calda dal suolo accompagnata da aria fredda discendente ha causato il tornado che ha preso nel suo vortice tutto ciò che era sulla sua strada.
Partito da Oyonnax alle 19.15, il tornado ha raggiunto alle 19.40 ore il comune di Saint-Claude, alle 19.55 era a Rousses, ora di arresto degli orologi pubblici. In 40 secondi, è stata devastata Saint-Claude, ed in 8-10 minuti violentò anche la Svizzera, però, diminuendo lentamente d’intensità man mano che aumentava la sua larghezza. All'interno dell'area colpita, era un continuo alternarsi di scoppi, esplosioni e distruzione. Successivamente, voci non confermate parlavano di palle di fuoco, odori di zolfo, persone sollevate in aria ...
Un pesante tributo: la realtà fu in effetti molto pesante. A Viry, la maggior parte dei tetti furono spazzati via, la mobilia del sacerdote fu trovata in campagna lontano dall’abitato, numerose fattorie furono distrutte. Ranchette e Larrivoire furono completamente devastate. A Cinquétral, delle fattorie crollarono uccidendo diversi bovini e diverse frazioni di Longchaumois furono cancellate. Ad Arcet (frazione Prémanon), né una casa né un albero riuscì a rimanere in piedi. A Rousses gravi danni alla chiesa, al convento, alle case nei pressi della frazione di Vivier vicino al lago. A Bois-d'Amont, fulmine cadde su un gruppo di case incendiandole. In Svizzera, analoghi danni che in Francia con vigneti cancellati.
Ma è Saint Claude, che ha sofferto di più. Oltre 20 case sono state completamente distrutte e il grande ponte sospeso è stato fortemente danneggiato, dei balconi giacciono nelle strade in mezzo a mucchi di piastrelle rotte, persiane, camini. Le guglie della cattedrale sono state portate via, gli alberi di piazza du Pré sradicati; il muro di cinta del tribunale ribaltato, la stazione merci completamente distrutta; una gru 25 tonnellate spostata e sollevata da terra è ricaduta per terra disarticolata. Tetti, serrature delle porte sono state inclinate, gli alberi sradicati e sbriciolati, i rami che si trovano in giro spogliati dalle loro foglie, quasi tutte le finestre sono state rotte, i soffitti sono crollati, le pareti mostrano crepe giganti, la maggior parte delle insegne dei commercianti sono state spazzate via dall'uragano che ha persino spostato le auto per le strade.
Un viaggiatore scrive: “all’arrivo abbiamo visto quello che sembrava un luogo di guerra che aveva subito per diversi mesi il fuoco del nemico”
Tutti gli osservatori sono unanimi; è la tromba d’aria che ha causato i maggiori danni. Il vento era tale che gli oggetti di Saint-Claude, biancheria, carta, frammenti vari sono stati trovati a 50 km di distanza, a Malbuisson, vicino al lago di Saint-Point. Il tornado avrebbe poi fatto cinque vittime, mentre diverse persone sono stati sradicati dal terreno mostrano dal vento e portato parecchi metri di distanza, precipitando brutalmente al suolo o contro le facciate delle case ...
È stato un vero e proprio tifone di brutalità senza precedenti, quello che quel giorno s’abbatté sulla stretta striscia di terra del Giura. Ma la solidarietà fu ben radicata nel cuore della gente locale, numerosi aiuti furono organizzati per la zona sinistrata da parte dello stato, del dipartimento, dei comuni e privati. Tutto fu ricostruito rapidamente ed efficacemente."
Questo forse può spiegare perché oggi, 111 anni dopo, poche persone hanno sentito parlare di questa straordinaria giornata del 19 agosto 1890, dove in meno di un minuto il cielo cadde sulla testa dei nostri antenati..."
L'episodio del 26 agosto 1971
Un episodio del tutto analogo si verificò a quasi 81 anni esatti di distanza, il pomeriggio di giovedì 26 agosto 1971. In quel caso si registrò il secondo tornado più intenso mai documentato in Svizzera. In pratica colpì gli stessi luoghi secondo meteosvizzera (Bader, 2001), addirittura un testimone del tempo riferì ad un giornale che aveva colpito dei quartieri che erano stati distrutti nel 1890 e poi ricostruiti. A differenza di quello del 1890, quello del 1971 ebbe una potenza inferiore, alcuni lo classificarono come un F3, altri come un F4. Probabilmente anche perché trovò una energia inferiore, infatti la configurazione differisce leggermente da quella del 1890, con una rimonta dell’alta pressione subtropicale di portata decisamente inferiore ed é già straordinario che con così poca energia apparente desumibile dalle carte (vedi figure 6,7,8 e 9) si sia riuscita a formare una tromba d’aria di tale intensità.



Figure 6, 7, 8 e 9: ricostruzione ad opera di wetterzentrale.de della configurazione tipica di quei giorni
Scatenò la sua furia per 24 km, colpendo in particolare il paese svizzero di Le Brassus, in cui 20 edifici furono completamente distrutti ed altri 20 furono danneggiati pesantemente. Non fu quello un fenomeno isolato quel giorno in Svizzera, altre tempeste, pur senza scatenare tornado, fecero comunque danni. Si calcola che gli alberi caduti nei boschi della Svizzera quel giorno potevano coprire un volume tra i 18 e i 23 mila metri cubi. Tuttavia nulla in confronto a quanto accadde nel 1999 con il famigerato uragano Lothar che spazzolò la Svizzera abbattendo 8.3 milioni cubi di legna.
Questa volta qualche immagine dei danni si può trovare su internet.




Figure 10, 11, 12 e 13: immagini dei danni arrecati dalla tromba d’aria in Svizzera
Fonti:
Dessens, J (1989). Les trombes en France, http://metamiga.free.fr/tornade_france/page1.htm, [consultato il 7 ottobre 2011]
Nicod, G. Le cyclone de 1890. http://nicodguy.free.fr/sommaire4.htm, [consultato il 7 ottobre 2011]
Meteosvizzera (2001). Tornados in der Schweiz, http://www.meteoschweiz.ch/web/de/faq/wetterereignisse.Par.0002.DownloadFile.tmp/tornadoberichtschweiz.pdf, [consultato il 7 ottobre 2011]
Schweizer Sturmforum (2011). F4 Tornado im Vallée de Joux am 26.08.1971, http://www.meteoradar.ch/forum/viewtopic.php?f=3&t=7385, [consultato il 7 ottobre 2011]
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